lunedì 21 maggio 2012

Roberta Vinci e Sara Errani, forza 5


Pokerissimo di tornei 2012. Una stagione davvero esaltante per le due tenniste italiane. Ieri, sotto un cielo plumbeo, hanno vinto in casa. Agli Internazionali BNL d’Italia. Giocando come sanno fare. Imponendo la loro legge. Dopo aver annichilito in semifinale le fortissime Huber e Raymond, hanno dominato anche la coppia russa formata da Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina. Adesso viene il bello. Adesso stanno per arrivare Roland Garros, Wimbledon e le Olimpiadi. Qui non si parla di sogni. Dopo il trionfo parigino in singolare di Francesca Schiavone nel 2010, adesso Roberta Vinci e Sara Errani possono scrivere  una gloriosa e nuova pagina del Tennis italiano.

R. Vinci © Francesca Sebastio
Inutile negarlo. Alla finale di Roma le coppia emiliano/pugliese era la favorita. 4 tornei vinti e 2 finali perse, incluso l’Australian Open, nel solo 2012. Una forma impeccabile. L’avvio è a singhiozzo. Nessuna delle quattro atlete tiene il servizio. Quattro break consecutivi, poi le terribili fanciulle rompono gl’indugi e prendono il largo. 62. Inequivocabile. Chiuso con un ace di Roberta Vinci. Senza possibilità di appello.

Sara Errani è un rullo compressore da fondocampo. Sbaglia raramente. Pecca solo un po’ di incursioni a rete. Dovrebbe spingersi di più lì del net, perché il tocco al volo non le manca. Di gran lunga superiore a molte blasonate colleghe che occupano le prime posizioni della classifica di singolare. Roberta Vinci è quasi anacronistica. Ma che bel passato però. Sta lì a rete. Ribatte da fondocampo senza urli di furore o la potenza esasperata del nuovo millennio. Sembra colpire piano. Di fioretto edberghiano. Il rimbalzo non le interessa. Lei colpisce a volo. È un’arma letale. Ama talmente giocare a rete che alle volte, dinnanzi a colpi di smash a rimbalzo delle avversarie, non indietreggia nemmeno. Resta lì. Spavalda e guerriera. Tra parole e sconsigli scambiati, la concentrazione non si allenta mai. Si rischia di andare al terzo set, ma a quel punto le due italiane sfoderano il meglio del loro tennis. Recuperano il break subito, e chiudono 75.

Sara Errani e Roberta Vinci sono la coppia da battere. Se qualcuno vuol provarci, prenda pure il numero e si accomodi. Loro vi aspettano tutte. A fondocampo e a rete. 

Roberta Vinci e Sara Errani scelgono la tattica giusta per vincere © Francesca Sebastio
Roberta Vinci e Sara Errani felici e sorridenti dopo il successo agli Internazionali BNL d'Italia



domenica 20 maggio 2012

Errani & Vinci, Power and Glory

WTA Roma 2012, Roberta Vinci e Sara Errani
Il doppio non viene mai troppo considerato dalle televisioni. Ieri pomeriggio invece, finalmente si è potuto assistere a un match integrale della coppia italiana Roberta Vinci e Sara Errani, finaliste agli Australian Open 2012, e già vittoriose in quattro tornei in questi primi cinque mesi dell’anno: Monterrey, Acapulco, Barcellona e Madrid. 
 
di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer
 
Adesso sono a un passo dal quinto sigillo stagionale. Sulla terra battuta degli Internazionali BNL d’Italia hanno impartito una severissima lezione (61 63) alla squadra numero 1 della classifica, formata dalle statunitensi Liezel Huber e Lisa Raymond

Appuntamento odierno sul Campo Centrale alle h. 11.30 per la finale contro la coppia russa Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina.

Roberta Vinci e Sara Errani. Classe di volo e potenza da fondocampo. Un mix davvero perfetto. Pugliese la prima, emiliana la seconda. Un mix anche d’italianità. Le due tenniste hanno trovato la giusta intesa. Amiche dentro e fuori dal campo. In doppio stanno facendo valere la loro legge. Nella semifinale di Roma erano le sfavorite. A guardarle giocare in campo non si sarebbe mai detto. 

Le due americane sono state spazzate via. Sara Errani ha mostrato una solidità da veterana di lunga data. Roberta Vinci stazionava la rete con una sola regola: “qui non si passa”. E così è stato. Poco più un’ora di gioco, e un meritatissimo successo. Ora siamo all’ultimo atto. L’ultimo successo tutto azzurro in quel di Roma risale al 1985, quando Raffaella Reggi e Sandra Cecchini vinsero il derby contro le altre due connazionali Patrizia Murgo e Barbara Romanò. Prima di loro due, nessuno. Solo finali perdute. Oggi, è tempo di una nuova pagina di storia.

Curiosità. Ogni volta che scendono in campo le "amazzoni" Sharapova, Ivanovic, Wozniacki e anche Flavia Pennetta, i commenti sul loro aspetto fisico si sprecano, talvolta anche più delle loro indubbie doti atletiche. È strano non sentire commenti analoghi sui maschietti. Mah. Non di meno, mi riesce alquanto difficile non udire mai analoghi complementi per esempio, sull’indubbia bellezza mediterranea di Roberta.

sabato 19 maggio 2012

Internazionali BNL, bye bye Italia

Serena Williams @ Voleando Info
Le aspettative erano altissime. Da chi credeva nelle imprese a chi si limitava a un tifo esasperato. L’Italia è questo. Passa in un baleno dal non considerare i tennisti azzurri, a esaltarli a tal punto da far credere loro di potere essere capaci di sconfiggere due leggende viventi, e vincenti, come Serena Williams e Roger Federer. È accaduto ieri, sui campi in terra rossa del Foro Italico a Flavia Pennetta e Andreas Seppi.

La tennista brindisina è arrivata ai quarti di finale senza versare troppe gocce di sudore, superando al 1° turno la testa di serie n. 16 Maria Kirilenko, e poi lasciando 6 game in totale nei successivi due match. Non ci vuole un esperto per capire che fossero test poco attendibili. E alla prima vera prova del nove, la tennista italiana ha alzato bandiera bianca causa infortunio al polso, senza voler rischiare eccessivamente, per essere in grado di giocare il Roland Garros. La partita stava andando comunque a senso unico, con Serena che bombardava come un demonio e Flavia che replicava come poteva mettendo a segno anche qualche punto pregevole. Ma con i campioni è così. Per vincere, o limitare i danni, devi cercare l'impossibile. È stato un peccato il ritiro della Pennetta, se non altro per capire quali siano davvero le potenzialità di una giocatrice ormai trentenne che difficilmente lascerà il segno nei tornei che contano. Troppo alto il divario dalle prime. Ancor più incolmabile quello tra Seppi e Federer. Due categorie diverse. Due binari che non si possono nemmeno sfiorare. Il tennis va sostenuto, perché anche in Italia le qualità ci sono. Andrebbe solo modificato, e non poco, il metodo.

Niente semifinali dunque per nessun tennista di casa. Se Andreas resterà l’indiscusso eroe del torneo, delusione totale dalla sempre più irriconoscibile Francesca Schiavone, e soprattutto da Sara Errani, brava a vincere tornei minori, e incapace di fare la differenza nei match di spessore. Spazio dunque agli ultimi match. Tre su quattro sembrano già scritti, con la probabile finale femminile Sharapova vs. Williams, in una riedizione di Wimbledon 2004, e Rafael Nadal che difficilmente si farà soffiare dal connazionale Ferrer la possibilità di giocarsi il 6° titolo. Equilibrio perfetto nell’altra semifinale maschile, tra Novak Djokovic e Roger Federer. Roma attende il suo nuove Imperatore e Imperatrice.

Roma 2012, Roger Federer @ Internazionali BNL d'Italia
Internazionali BNL d'Italia 2012, Serena Williams e Flavia Pennetta @ Voleando Info

venerdì 18 maggio 2012

Ma qualcuno se la ricorda Martina Navratilova?

Martina Navratilova
È l’ultima partita degli ottavi di finale degli Internazionali BNL d’Italia. I riflettori illuminano il Centrale della terra battuta romana. In campo, la campionessa uscente Maria Sharapova (n. 2 WTA), indiscussa favorita dopo l’abbandono di Victoria Azarenka (n. 1), opposta alla serba Ana Ivanovic, tornata a buoni livelli dopo un periodo di blackout. Le due atlete picchiano come ossessi. Colpi potenti. Precisi. Bolidi incrociati e lungolinea. Il pubblico apprezza. Vince chi tira più forte. Vince Maria la siberiana. 76 63. Il gioco però è piatto. Quasi due ore di gioco, e mai una finezza. Mai una palla corta. Chi va a rete, colpisce come dopo un rimbalzo. Le volée sono fossili. Reperti da museo. Chi si azzarda ad andare sotto rete e colpire al volo, fa la figura del dilettante. Sbaglia. Quasi sempre.

Emblematico un mezzo passo di troppo della Ivanovic che perso l’attimo di sparare l’ennesima sberla al volo, si è prodigata in una classica volée con Maria dalla parte opposta del campo, e riuscendo a mettere incredibilmente fuori. Non sono da meno le voci fuori dal campo (telecronisti) che evidentemente ignorano che nella storia siano esistiti personaggi come Martina Navratilova, Billy Jean King, John McEnroe o Stefan Edberg, e non sanno bene dove e come si debba colpire al volo. Anche la pluricampionessa (4) di Wimbledon (…) ieri, Serena Williams, nel suo match di 3° turno dove ha lasciato appena 4 game alla spagnola Anabel Medina Garrigues, non è stata capace di fare di meglio. Una palla morbida arrivatale a neanche due metri dalla rete, non le ha certo procurato gloria. Tutt’altro. Meglio restare dunque a fondocampo a bombardare.

Povero tennis
.

Il programma di Roma intanto prosegue, e oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta con i match di quarti di finale maschili e femminili. A esordire sul campo centrale, h. 12, c’è Flavia Pennetta contro Serena Williams, quindi due match maschili Berdych vs. Nadal e Djokovic vs. Tsonga. Quindi di nuovo il tabellone femminile con la tedesca Angelique Kerberopposta alla “ammazza italiane” Petra Kvitova, e a chiudere il programma di giornata, l’immortale Roger Federer contro Andreas Seppi. Match interessanti anche nella Supertennis Arena con Ferrer vs. Gasquet, e due femminili Dominika Cibulkova vs. Li Na, e soprattutto Venus Williams contro Maria Sharapova.

giovedì 17 maggio 2012

Dear Sloane Stephens, ti chiedo scusa

la tennista Sloan Stephens
Che il pubblico italiano sia eccessivamente di parte, me lo aspetto. Ma, ai livelli visti ieri sui campi in terra rossa degli Internazionali BNL di Roma, francamente no. È il 2° turno del torneo di singolare femminile, e la beniamina del pubblico, Flavia Pennetta, è impegnata nel non certo impossibile match contro la giovane americana, classe 1993, proveniente dalle qualificazioni, Sloane Stephens. Che ci sia un tifo maggiore per una giocatrice di casa, è normale. Che non ci siano quasi applausi per l’avversaria, è indegno per uno sport come il tennis.

Cosa dovrebbero dire gl’inglesi allora, che per quattro anni (1998-99, e 2001-02) si videro il proprio giocatore, Tim Henman, sempre stoppato in semifinale del “loro” Wimbledon? Invece gli applausi per l’avversario c’erano, eccome. Ci sono sempre stati. Ieri pomeriggio invece, anche su punti di Flavia ottenuti per errore da Sloane, partivano applausi a non finire, comportamento decisamente poco rispettoso. Per non parlare di quando la ventunenne della Florida andava a segno, si sentiva un silenzio di tomba avvilente a eccezione di qualche ardimentoso punto dove allora qualcosa si sentiva.

Davvero una delusione.


WTA Roma, 2° turno

(1) Victoria Azarenka (BLR) d. Shahar Peer (ISR) 61 62
Petra Cetkovska (CZE) d. (3) Agnieszka Radwanska (POL) 64 46 61
(5) Samantha Stosur (AUS) d. Sara Errani (ITA) 63 75
Anabel Medina Garrigues (ESP) d. (6) Caroline Wozniacki (DEN) 64 40 ret. (upper respiratory illness)
Julia Goerges (GER) d. (7) Marion Bartoli (FRA) 63 61
(8) Li Na (CHN) d. Iveta Benesova (CZE) 61 75
(9) Serena Williams (USA) d. Nadia Petrova (RUS) 46 62 63
(12) Angelique Kerber (GER) d. Vania King (USA) 63 62
(13) Ana Ivanovic (SRB) d. (Q) Sílvia Soler-Espinosa (ESP) 62 61
(14) Dominika Cibulkova (SVK) d. (WC) Karin Knapp (ITA) 63 46 61
Flavia Pennetta (ITA) d. (Q) Sloane Stephens (USA) 62 63
Sorana Cirstea (ROU) d. Sofia Arvidsson (SWE) 63 61
Chanelle Scheepers (RSA) d. Marina Erakovic (NZL) 57 61 62
(WC) Venus Williams (USA) d. Ekaterina Makarova (RUS) 76(7) 61

giovedì 10 maggio 2012

Mutua Madrid Open, cade la Kvitova - Federer, che fatica

Petra Kvitova @ MutuaMadridOpen
WTA Mutua Madrdi Open, 3° turno
(1) V. Azarenka (BLR) d. (13) A. Ivanovic (SRB) 64 64
(5) S. Stosur (AUS) d. P. Cetkovska (CZE) 63 62
(8) Li Na (CHN) d. (12) A. Kerber (GER) 75 64

WTA Mutua Madrdi Open, 2° turno
(Q) L. Hradecka (CZE) d. (3) P. Kvitova (CZE) 64 63
(4) A. Radwanska (POL) d. S. Errani (ITA) 60 61
E. Makarova (RUS) d. (16) M. Kirilenko (RUS) 64 64
R. Vinci (ITA) d. Y. Wickmayer (BEL) 61 62


ATP Mutua Madrid Open, 2° turno

R32 (2)  R Nadal  defeats   N Davydenko  62 62 
R32  (5)  D Ferrer  defeats   R Stepanek  76(4) 62
R32  (3)  R Federer  defeats   M Raonic  46 75 76(4) 
R32  (15)  F Verdasco  defeats   A Falla  67(4) 64 64
R32  (10)  J Del Potro  defeats   M Youzhny  64 76(1)
R32  (11)  N Almagro  defeats   M Granollers  63 76(3)
R32   M Cilic  defeats  (8)  J Isner  76(4
R32  (7)  J Tipsarevic  defeats   F Delbonis  76(5) 67(6) 63
R32  (9)  G Simon  defeats   G Garcia-Lopez  64 63
R32   (4)  J Tsonga  defeats   R Harrison  62 76(4)
R32   S Wawrinka  defeats   J Melzer  61 64
R32  (12)  G Monfils  defeats   I Andreev  63 10
R32  (16)  A Dolgopolov  defeats   A Seppi  67(5) 76(5) 63
R32  (14)  R Gasquet  defeats   V Troicki  75 63

Roger Federer @ MutuaMadridOpen

mercoledì 9 maggio 2012

Il solito eccessivo trionfalismo italiano

Maria Sharapova © Women Tennis
Giusto brindare ai successi, ma non saper leggere i valori diversi in campo può diventare controproducente. All'Italia manca ancora la capacità di non farsi prendere dall'eccessivo entusiasmo.

La settimana scorsa la bolognese Sara Errani ha centrato il terzo successo dell’anno. Considerando l’intera storia del tennis italiano, sicuramente è un’impresa. Ancor di più poiché bissata dal secondo torneo vinto in carriera da Andreas Seppi a Belgrado.

La Gazzetta dello Sport titolava la pagina dedicata al tennis, con “Un altro trionfo. Soltanto la n. 1 vince più di Sara”. Senza nulla volerle togliere di meriti, la tennista italiana ha vinto tornei minori dove non c’era traccia di nessuna delle prime 5 giocatrici al mondo o potenziali tali, quindi sono test che dovrebbero trovare il tempo che trovano.

Con questa logica dunque si dovrebbe dire che la Errani è meglio di Maria Sharapova? La potente giocatrice russa (n. 2 WTA) ha vinto solo sulla terra indoor di Stoccarda certo, e ha perso tre finali di di primissima categoria, a cominciare dalla prima prova del Grande Slam, gli Australian Open, quindi il BNP Paribas Open di Indian Wells e il Sony Ericsson Open di Miami, ma con avversarie imponenti. 

Tornei decisamente più importanti di Acapulco, Barcellona e Budapest che ha conquistato l'italiana. Sara ha tenuto bene contro Petra Kvitova sia agli Australian Open che di recente in Fed Cup, ma ha sempre perso. E nettamente. In due set. Neanche a farlo apposta, mentre sto scrivendo questo post, arriva la notizia che la Errani ha racimolato appena 1 game contro la polacca Agnieszka Radwanska, vincitrice a Miami. 

Azarenka, Sharapova, Kvitova sono attualmente di un'altra categoria.