sabato 5 ottobre 2013

Il grande cinema di McEnroe & Lendl

Lendl e McEnroe si stringono la mano senza neanche guardarsi in faccia
Ogni sport ha sempre avuto due contendenti capaci di far vivere epiche sfide. Negli anni ’80 erano scintille tra gl'intrattabili John McEnroe e Ivan Lendl.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter - web writer

Il cinema ha celebrato molti sport. Pugilato e football americano su tutti. Lo scorso settembre è sbarcato sul grande schermo Rush, diretto da Ron Howard, incentrato sulla epica rivalità tra i piloti di Formula 1, James Hunt e Niki Lauda. Fin da quando ne fu annunciata l'uscita, ho subito immaginato una storia analoga ambientata nel mondo del tennis, disciplina questa praticamente ignorato se si escludono pochi e mal riusciti tentativi, in particolare Wimbledon (2004, di Richard Loncraine), una semi-sdolcinata commedia con protagonisti Paul Bettany e Kirsten Dunst.

Sebbene nel mio bagaglio ci siano le sfide tra Boris Becker e Stefan Edberg, tra gli yankee Andre Agassi e Pete Sampras, le regine Monica Seles e Steffi Graf, fino alle più recenti "spara-siluri" Maria Sharapova e Serena Williams, gli unici due che mi sono apparsi plausibili per un'appassionante storia cinematografica, sono stati proprio quei due intrattabili lì: John McEnroe e Ivan Lendl.

Non si piacevano e non lo nascondevano. Si sono incontrati 36 volte in carriera. 21 vittorie di Ivan, 15 per Mac. La prima volta che incrociarono le racchette avvenne nel 1980, a Milano. Vittoria di John per 63 16 62. L’ultima, dodici anni dopo, nel 1992, a Montreal. Successo di Ivan per 64 62.

Nei testa a testa, le più importanti affermazioni per Lendl arrivarono nell’epica finale del 1984 al Roland Garros dove rimontò l’avversario da due set a zero e chiuse col risultato di 36 26 64 75 75, e l’anno successivo nel 1985 sul cemento degli US Open dove s’impose in tre set 76 63 64. Una sola la finale Slam vinta da John su Ivan, agli US Open del 1984, in modo netto 63 64 61.

Quando le ATP World Tour Finals si chiamavano banalmente Masters e si disputavano sempre a New York, per tre edizioni consecutive la finalissima vide sempre gli stessi due protagonisti. Nel 1982 Lendl s’impose 64 64 62, poi toccò a Mac vincere 63 64 64 nel 1983 e 75 60 64 nel 1984.

Ma alla base di una sceneggiatura non ci possono certo essere solo i numeri. In questo senso una pellicola tra Rafa e Roger sarebbe di una noia mortale. John era (ed è) un distillato di purissimo istinto. Non c’è mai stato un giocatore come lui. Tanto geniale quanto odioso. Sempre pronto a criticare le scelte arbitrali se contro. Sia chiaro, non che Ivan fosse da meno. Ma mentre Mac era più plateale, Lendl era scorbutico nel suo isolamento. Deciso a vincere senza per questo voler/dover sorridere, o ispirare simpatia al pubblico.

A fine dei loro match se avessero potuto, non si sarebbero nemmeno dati la mano. Al giorno d’oggi, in un tennis così desolatamente muscolare, John sarebbe stato considerato un lavativo. Ivan di fatto spianò la strada a una logica di potenza e fisico, dove la classe inevitabilmente soccombe. 

Lendl non era un dotato, anzi. Ma fece dell’impegno e la volontà la sua arma universale che lo portò a essere il numero 1 del mondo, incamerando 94 tornei ATP di cui 8 prove del Grande Slam. Il suo mancato capolavoro fu l’erba di Wimbledon. Sulla sua strada trovò sempre sopraffini specialisti: Jimmy Connors, Mac, Becker, l’australiano Pat Cash. E anche quando decise di puntare tutta la preparazione per imporsi a Londra, migliorando il gioco a rete e mettendosi sotto la guida dell’esperto australiano Tony Roche, nulla poté contro la maestria dello svedese Stefan Edberg, l'ultimo grande interprete del serve &  volley.

C’è poi un altro aspetto interessante della rivalità tra John McEnroe e Ivan Lendl, la Storia. Mac nacque in una base americana della Germania Ovest e crebbe nella città simbolo degli Stati Uniti, New York. Ivan stava dall’altra parte del Muro di Berlino, a Ostrava in Cecoslovacchia. Figli di due sistemi diversi. Due modi di colpire diversi. 

Oggi Ivan è l'allenatore di Andy Murray. John continua a incantare nel Champions Tour dove è il numero 1 al  mondo. Ma qualche sfida tra quei due ricapita ancora. John McEnroe, Ivan Lendl. Due giocatori per una storia. Una grande storia. La Storia del Tennis.  

John McEnroe e Ivan Lendl

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