lunedì 24 febbraio 2014

Rio Open, a lezione da Alexandr Dolgopolov

Rio Open 2014, Alexandr Dolgopolov in azione
Il tennista ucraino Alexandr Dolgopolov è l’unico tennista al mondo capace di perdere contro Nadal e dare l’impressione che avrebbe potuto stravincere.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Faccia da adolescente incazzato. Talento cristallino. Una sensibilità di mano che nemmeno re Roger possiede. Colpi fantastici ed errori grossolani da ogni parte del campo. Il suo nome è Alexandr Dolgopolov, il tennista ucraino sceso in campo ieri nella finale del torneo ATP 500 Rio Open (15-23 febbraio) con un nastro nero in segno di lutto per i suoi connazionali periti negli scontri dell’ultima settimana.

Slice di dritto sulla risposta, un colpo quasi estinto. Palle corte. Accelerazioni. Dolgopolov dopo quasi un anno e mezzo torna in finale in un torneo ATP. Il risultato però è stato identico. Se nell’ottobre 2012 si era inchinato nell’ultimo atto "terraiolo" di Siviglia contro lo spagnolo Ferrer, a negargli questa volta la gioia del terzo titolo in carriera (dopo Umago 2011 e Washington 2012), è stato l'indiscusso numero 1 del mondo Rafael Nadal, che sempre sulla terra battuta, questa volta a Rio de Janiero in Brasile, lo ha superato 63 76.

Dopo essere salito a ridosso della top ten, prima dell’inizio del torneo carioca a cui ha assistito anche l'ex-capione del mondo di calcio Ronaldo, Alexandr era numero 54 del mondo. Il funambolico tennista ucraino ha iniziato il torneo al Jockey Club Brasileiro eliminando lo spagnolo Almagro 26 63 60. Più complicato il match successivo, contro l’argentino Facundo Bagnis con cui la spunta ancora una volta in rimonta 67 62 76. Ai quarti di finale trova l’italiano Fabio Fognini, finalista la settimana scorsa alla Copa Claro di Buenos Aires. Non c’è partita, Dolgopolov lo stende 61 61.

In semifinale un cliente proibitivo, lo spagnolo David Ferrer, finalista al Roland Garros e numero 4 del mondo. L’imprevedibile ucraino però  sbalordisce tutti e lo elimina con un doppio 63. Poi come detto, l’epilogo perdente contro Nadal ma è stata battaglia vera. L'ucraino punge con potenza inaudita. Tira montanti e colpisce a vuoto. Genio e sregolatezza.

Sul 4-2 Nadal nel primo set, l'ucraino ha tre palle break per rientrare ma lo spagnolo è bravo e porta a casa la partita. Quando i giochi sembrano fatti e Rafa va sul 5-4 a servire per il match, TheDolgo si conquista un'unica palla break e la sfrutta a dovere. Tiene il servizio a 15, e si guadagna almeno il tie-break. Nadal è impassibile (tic mostruosi a parte) e si arriva dunque sul 6 pari. Dolgopolov commette errori gratuiti e il numero uno del mondo si prende il 62° titolo in carriera. Ma questo è un passo avanti per la condizione e il morale di Alexandr.

Dolgopolov spara da tutte le posizioni del campo. Risponde spesso e volentieri con saette. A 25 anni compiuti è ancora incapace di dosare il suo straordinario talento. Nelle prove del Grande Slam ha raggiunto al massimo i quarti di finale agli Australian Open, nel 2011. Troppo poco. Davvero troppo poco per un giocatore che potrebbe scrivere pagine importanti di una disciplina a dieta stretta di genio e creatività, e sempre più in mano alle grinfie di robotici “sparapalle fondocampisti”.

Alcune fasi della finale del Rio Open 2014 tra Dolgopolov e Nadal

Rio Open 2014Alexandr Dolgopolov in azione
Rio Open 2014,  il finalista Alexandr Dolgopolov e il vincitore Rafael Nadal
Rio Open 2014Alexandr Dolgopolov in azione

mercoledì 19 febbraio 2014

Andy Roddick domina il Delray Beach Open

Delray Open Beach - Andy Roddick batte lo svedese Mats Wilander
Delray Beach Open, primo appuntamento del Champions Tour 2014. Nella sfida tra Stati Uniti e Resto del mondo, lo yankee Andy Roddick fa piazza pulita.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Champions Tour 2014. Le “non più giovani” glorie del tennis mondiale in campo nel primo appuntamento dell’anno sul cemento outdoor (plexipave) del Delray Beach Open (Florida, 14-16 febbraio). Il torneo prevedeva la formula di due squadre. Il Team Usa formato da Andy Roddick, Aaron Krickstein e Jan-Michael Gambill. Il Team International formato da Goran Ivanisevic, Mats Wilander e Mikael Pernfors.

I forti yankee hanno nettamente predominato, vincendo sette match sugli otto disputati. A mettere tutti in riga è stato il vincitore degli US Open 2003, l’americano Andy Roddick. Ha cominciato il venerdì in una entusiasmante sfida tra ex-numeri 1 contro lo svedese Mats Wilander, regolato con un doppio 63.

Ha continuato l’indomani ancora contro un giocatore svedese, e il punteggio è stato quasi identico. Un inequivocabile 63 62 al finalista del Roland Garros ‘86, Michael “Lob” Penfors. Infine domenica 16 febbraio ha fatto en plein battendo 64 63 il re di Wimbledon 2011, il ninja croato Goran “Aceman” Ivanisevic.

Curiosità. Roddick e Ivanisevic non s’incontravano da quell’epica e vincente campagna erbivora del tennisa croato, quando il forte ma incostante mancini di Spalato trionfò ormai alle soglie dei 30 anni e dopo tre finali perdute sempre contro giocatori statunitensi: nel 1992 contro Andre Gassi, nel 1994 e nel 1998 contro Pete Sampras.

Non più testa di serie e ormai n. 125 ATP, Ivanisevic riuscì a entrare nel tabellone principale di Wimbledon solo grazie a una Wild Card. Al 3° turno come detto incontrò Roddick e lo eliminò 76 75 36 63. Quattro match più tardi avrebbe trionfato piegando in finale le resistenze dell’australiano Pat Rafter, superato 97 al quinto e decisivo set.

Gli altri match disputati al Delray Beach Open 2014

14.02.14 – Gambill (USA) d. Ivanisevic 63 57 10-8

15.02.14 – Ivanisevic d. Krickstein (USA) 67(5) 63 10-4
15.02.14 – Gambill (USA) d. Pernfors 63 64
15.02.14 – Krickstein (USA) d. Wilander 61 61

16.02.14 – Krickstein (USA) d. Pernfors 61 64
16.02.14  - Wilander v Gambill (USA), non disputato

Prossimo appuntamento in Svezia, con il Kings of Tennis di Stoccolma (11-14 marzo).

Delray Open Beach - Goran Ivanisevic e Andy Roddick © Art Seitz
Delray Open Beach - Andy Roddick si esibisce in uno spettacolare colpo sotto le gambe

lunedì 17 febbraio 2014

I veri "sfaceli" di Fabio Fognini

Buenos Aires, Copa Telmex - Fabio Fognini in azione
Fabio Fognini è l'atleta di punta del tennis maschile italiano ma al momento non v’è traccia di alcuna grande impresa. I campioni da sfaceli veri sono altri.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Reduce dalla finale perduta in terra argentina contro David Ferrer, l'azzurro Fabio Fognini è numero 14 della classifica ATP. A quasi 27 anni il tennista ligure ha vinto appena tre titoli in singolare e due in doppio. Il massimo risultato in un torneo del Grande Slam sono stati i quarti di finale al Roland Garros 2011, nel 2011. A Melbourne ha raggiunto gli ottavi di finale solo quest’anno mentre a Wimbledon e US Open non è mai andato oltre il 3° turno.

Alla sua stessa età, lo spagnolo Rafael Nadal numero 1 del mondo aveva già conquistato tutti i tornei del Grande Slam, alcuni dei quali più volte: Australian Open (2009), Roland Garros (2005-08, 2010-12), Wimbledon (2008, 2010) e US Open (2010) senza contare poi i vari ATP Master 1000. Ecco, questi sono dati da sfaceli.

Di Fognini si parla (troppo) spesso evidenziando la sua “incredibile” striscia di vittorie sulla terra battuta nel 2013, seconda solo a Nadal. Il dato è indubbio, quello però che non viene mai specificato è una "certa differenza" tra i risultati dell tennista spagnolo e quelli dell'italiano.

Nel 2013 Fognini ha conquistato l’ATP 250 Mercedes Cup di Stoccarda e l’ATP 500 di Amburgo. Inoltre è arrivato in finale a Umago dove ha perso in modo netto contro lo spagnolo Robredo. Tornei questi di fascia medio/medio-bassa. Di tutte queste sfide affrontate, i soli giocatori degni di vera menzione sono il tedesco Tommy Haas (n.12), sconfitto due volte, il francese Gael Monfils (23) e il già citato Robredo (17).

Nadal nel 2013, oltre a due tornei minori (Sao Paulo e  Acapulco), ha perso contro Djokovic la finale di Montecarlo. Si è rifatto vincendo a Barcellona (finale contro Almagro), Madrid (finale contro Wawrinka), Roma (finale contro Federer) e per chiudere alla grande, trionfa per l’ottava volta al Roland Garros battendo Fognini al 3° turno, Djokovic in semifinale e il connazionale Ferrer (n. 5 del ranking) in finale.

Già, proprio quel David Ferrer che ieri si è preso il primo successo stagionale sulla terra rossa della Copa Telmex di Buenos Aires (terzo successo consecutivo), togliendo a Fognini la gioia del bis dopo il Royal Guard Open Chile 2014, ennesimo torneo di fascia medio-bassa dove ha superato Robredo in semifinale e in finale ha passeggiato (64 62) sull’argentino Leonardo Mayer (n. 58 atp).

Vincere fa morale, e soprattutto punti. Ne sa qualcosa anche la collega azzurra Sara Errani, ora numero 10 della classifica WTA ma capace di arrivare fino alla 5° posizione grazie a partecipazioni mirate a tornei non di prima fascia, e così conquistando nel solo 2012 quattro allori oltre alla finale al Roland Garros. Da allora Sara ha saputo ripetersi solo nel modesto Abierto Mexicano Telcel di Acapulco.

Fabio Fognini può diventare un campione. Ma fino a oggi non ha vinto nulla di grandioso. Nulla che possa far parlare di “sfaceli” come invece certe bocche larghe poco professionali e  troppo tifose si ostinano a evidenziare. Il ligure ha forza e talento, ma come lui ce ne sono tanti. Vincere un torneo è una cosa, diventare campioni un’altra.

Per chi non lo sapesse infine, “l’impresa di Coppa Davis in Argentina” di cui parlava il quotidiano La Gazzetta dello Sport nell’articolo a pag. 41 dell’edizione di sabato 15 febbraio 2014, sono le vittorie ottenute contro Juan Monaco (n. 42 ATP) e l’ancor più pericoloso Carlos Berlocq (n. 48), tennisti che in carriera non hanno mai vinto nemmeno un torneo.

giovedì 13 febbraio 2014

Jo-Wilfried Tsonga, eccellente perdente

Jo-Wilfried Tsonga agli Australin Open 2014 © C. Dubreuil
È iniziata l’ennesima deludente stagione del talentuoso tennista francese Jo-Wilfried Tsonga, perdente di successo. Cambierà qualcosa nel corso del 2014?

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Dai fasti dell’eterna promessa e possibile primo francese a conquistare un titolo Slam dopo il Roland Garros vinto da Yannick Noah nel 1983, a oggetto del mistero sempre un passo indietro (più di uno) ai veri campioni (Federer, Nadal, Djokovic). Ieri, sul cemento indoor di Rotterdam, l’ennesima prova incolore e prematura uscita dal torneo di Jo-Wilfried Tsonga.

Dieci tornei vinti in carriera e risultati importanti nei Big Four. Due volte semifinalista a Wimbledon nel biennio 2011-12, una volta a Parigi l’anno passato, quindi finalista a Melbourne nel 2008 (ko contro Djokovic) e al Masters londinese di fine anno nel 2011 superato da Federer. Il tennista francese Jo-Wilfried Tsonga è uno splendente gregario. Jo-Wilfried Tsonga è uno dei più forti perdenti in circolazione.

La Francia lo sta aspettando da decenni. Un tennista capace di dominare le classifiche come sapevano fare i Moschettieri Décugis, Gobert, Cochet, Borotra, Lacoste. Non che siano mancati nelle epoche successive tennisti top ten, ma per fare il grande balzo, sedersi in vetta alla classifica ATP e vincere una prova del Grande Slam, ci vuole qualcosa di più dell’estro.

Jo-Wilfried Tsonga, tennista francese classe ’85 originario di Le Mans, alla soglia dei 29 anni può dirsi ancora un campione incompleto. Grandi performance. Partite anche memorabili ma nessun successo nei tornei che fanno la storia del tennis. Un solo trionfo nella categoria ATP World Tour Masters 1000, al BNP Paribas Masters di Parigi-Bercy nell’ormai lontano 2008.

Dopo aver raggiunto la 5° posizione nel febbraio 2012, oggi langue cinque posizioni più giù e il 2014 non è certo cominciato alla grande. Archiviata la semi-esibizione della Hopman Cup, il suo cammino all’Australian Open è stato bruscamente interrotto agli ottavi di finale da Roger Federer che lo ha strapazzato nettamente 63 75 64.

È andata meglio nella sfida di 1° turno di Coppa Davis tra Francia – Australia dove Tsonga prima ha superato in singolare l’ex-numero uno del mondo Lleyton Hewitt 63 62 76, quindi in coppia con Gasquet ha liquidato il doppio Guccione/Hewitt 57 76 62 75  dando così la matematica qualificazione alla propria nazionale. Punteggio finale, Francia batte Australia 5-0.   

Jo-Wilfried è dunque salito in Olanda, a Rotterdam, alla volta dell'ATP 500 ABN AMRO World Tennis Tournament (10-16 febbraio). Vinto in rimonta il match d’esordio contro il modesto tedesco Florian Mayer 46 63 61, la testa di serie n. 5 Jo-Wilfried Tsonga si è arreso senza troppe pretese al croato Marin Cilic (n. 37 ATP), piegato con un doppio 64.

La strada è ancora lunga.

Jo-Wilfried Tsonga in azione agli Australin Open 2014 © C. Dubreuil
Jo-Wilfried Tsonga in azione agli Australin Open 2014 © C. Dubreuil
Coppa Davis 2014, a fianco di Gasquet, Tsonga smasha contro Hewitt/Guccion © sFFT_Ph.Montigny

lunedì 10 febbraio 2014

Fed Cup 2014, Europa contro Australia

la tennista australiana Samantha Stosur © SMP images
Al primo turno di Fed Cup la baby Russia viene sbranata dall’Australia di Stosur e Dallacqua. In semifinale anche Italia, Germania e Repubblica Ceca.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Negli ultimi dieci anni si sono spartite il titolo di Fed Cup tre squadre: la Russia (2004-05, 2007-08), l’Italia (2006, 2009-10, 2013) e la Repubblica Ceca (2011-12). Al 1° turno della LII edizione l’Italia ha vinto in scioltezza, Germania e Repubblica Ceca si sono accodate e l’Australia, dopo aver sbranato una flebile Russia, prova a prendersi un successo che manca dal 1974, anno del settimo e ultimo sigillo.


Fed Cup 2013, 1° turno

Sul cemento indoor di Cleveland (cemento indoor), l’Italia senza la premiata ditta Errani & Vinci, trionfa comunque contro le modeste tenniste statunitensi e accede alle semifinali dove incontrerà la Repubblica Ceca, quest’ultima vincitrice sulla Spagna.

Stati Uniti vs. Italia, 1-3

Christina McHale vs. Karin Knapp 36 63 16
Madison Keys vs. Camilla Giorgi 26 16
Alison Riske vs. Karin Knapp 36 57          
Christina McHale vs. Camila Giorgi non disputato          
Lauren Davis/Alison Riske vs. Nastassja Burnett/Alice Matteucci 62 63

la tennista italiana Camilla Giorgi © Susan Mullane
la tennista italiana Karin Knapp abbracciatta dal capitano Corrado Barazzutti © Susan Mullane

A Siviglia, sulla terra rossa del Centro de Tenis Blas Infante, si completa appena un match. Cade la pioggia e cade copiosa.Tutto rinviato al lunedì. Dopo il pareggio nei singolari, a far la differenza è l'esperto doppio ceco.

Spagna vs. Repubblica Ceca, 2-3

Carla Suárez Navarro vs. Barbora Záhlavová-Strýcová 61 64     
María Teresa Torró Flor vs. Klára Zakopalová 36 62 16
Carla Suárez Navarro vs. Klára Zakopalová 16 63 63          
Silvia Soler Espinosa vs. Lucie Safarova 64 16 36     
Lara Arruabarrena/Silvia Soler Espinosa vs. Andrea Hlaváčková/Lucie Šafářová 67 63    

la tennista spagnola Carla Suarez Navarro © Daniel Maurer
la tennista ceca Barbora Záhlavová-Strýcová © Česká sportovní / Pavel Lebeda (sport-pics.cz)

Sul cemento indoor dell’Aegon Arena di Bratislava, la squadra di casa viene piegata dalla forza tedesca. Tre singolari vinti, e avanti Germania.

Slovacchia vs. Germania, 1-3

Dominika Cibulková vs. Andrea Petkovic  62  67 26
Daniela Hantuchová vs. Angelique Kerber  67  16
Dominika Cibulková vs Angelique Kerber  36  67     
Daniela Hantuchová vs. Andrea Petkovic  non giocato
Jana Čepelová/Magdaléna Rybáriková vs. Julia Görges/Anna-Lena Grönefeld 46 63 107 

la tennista slovacca Dominika Cibulkova © Dusan Hein
la tennista tedesca Angelique Kerber © Dusan Hein

Sul cemento australiano infine del Domain Tennis Centre, a Hobart, le forti tenniste aussie hanno vinto in scioltezza giocando contro una squadra rimaneggiata e priva delle sue giocatrici di maggior livello, Maria Sharapova in primis. Quattro match disputati e zero set vinti dal team russo. Un vero disastro.

Australia – Russia, 4-0

Casey Dellacqua vs. Irina Chromačëva 60 62     
Samantha Stosur vs. Veronika Kudermetova 64 60
Samantha Stosur vs. Victoria Kan  62 63     
Casey Dellacqua vs. Veronika Kudermetova non giocato
Ashleigh Barty/Casey Dellacqua vs. Irina Chromačëva/Valerija Solov'ëva 61 63

la tennista russa Veronika Kudermetova e l'australiana Sam Stosur © SMP images
la tennista australiana Casey Dallacqua © SMP images

lunedì 3 febbraio 2014

Coppa Davis, the World Cup of Tennis

Andy Murray vince contro gli Stati Uniti © Susan Mullane 
Nessuna sorpresa al primo turno della 103° edizione della Coppa Davis. Nella marea di big assenti, Andy Murray e Roger Federer c’erano e hanno lasciato il segno.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

I due volte campioni uscenti della Repubblica Ceca hanno ricominciato da dove avevano lasciato. Vincendo il titolo alla Kombank Arena di Belgrado. Oggi nel 2014 in casa, sul cemento indoor amico della ČEZ Aréna di Ostrava. In campo contro i Paesei Bassi, sempre “quei due”. La premiata ditta Stepanek & Berdych. Perso il primo match, è arrivato un filotto di tre vittorie consecutive e by bye Orange.

Repubblica Ceca vs. Paesi Bassi, 3-2

Radek Stepanek vs. Robin Haase 63 46 76 26 16  
Tomáš Berdych vs. Igor Sijsling  63 63 60        
Tomáš Berdych/Radek Štěpánek vs. Robin Haase/Jean-Julien Rojer 75 16  76 76
Tomáš Berdych vs. Robin Haase  61 64 63        
Lukas Rosol vs. Igor Sijsling 36 36    

Il tennista ceco Tomas Berdych © Martin Sidorjak
È Kei Nishikori il protagonista della sfida tra Giappone e Canada, vinta dalla squadra di casa sul cemento indoor dell’Ariake Coliseum di Tokyo.

Giappone – Canada, 4-1

Kei Nishikori vs. Peter Polansky 64 64 64        
Go Soeda vs. Frank Dancevic 46 67 16        
Kei Nishikori/Yasutaka Uchiyama vs. Frank Dancevic/Daniel Nestor 63 76 46  64     
Kei Nishikori vs. Frank Dancevic 62 10 (ritiro)
Go Soeda vs. Peter Polansky 61 64     

Il tennista giapponese Go Soeda © Takeo Tanuma

Com’era prevedibile, cade (1-4) la Spagna sul cemento della Ballsporthalle di Francoforte. Troppo determinanti le assenze di Nadal (infortunato) e Ferrer, e la Germania va.

Germania – Spagna, 4-1

Philipp Kohlschreiber vs. Roberto Bautista-Agut 62  64 62        
Florian Mayer vs. Feliciano López 76 76 16 57  63  
Tommy Haas/Philipp Kohlschreiber vs. David Marrero/Fernando Verdasco 76  67 76  63
Philipp Kohlschreiber vs. Feliciano López w/o
Daniel Brands vs. Roberto Bautista-Agut 76 64

il tennista tedesco Florian Mayer © Paul Zimmer

Terra rossa (indoor) letale per i canguri d’Australia, strapazzati di brutto dalle armade francesi al Vendéspace di La Roche-sur-Yon.

Francia vs. Australia, 5-0

Richard Gasquet vs. Nick Kyrgios  76 62 62        
Jo-Wilfried Tsonga vs. Lleyton Hewitt 63 62 76        
Richard Gasquet/Jo-Wilfried Tsonga vs. Chris Guccione/Lleyton Hewitt 57 76 62 75     
Julien Benneteau vs. Thanasi Kokkinakis 64 61           
Gaël Monfils vs. Nick Kyrgios  76 64     

il tennista francese Richard Gasquet © Antoine Couvercelle

A spuntarla nella sfida terraiola tutta anglofona al Petco Park di San Diego tra Stati Uniti e Gran Bretagna, è la squadra di Sua Maestà trascinata dal vincitore di Wimbledon 2013, Andy Murray.

Stati Uniti – Gran Bretagna, 1-3

Donald Young vs. Andy Murray 16 26 36        
Sam Querrey vs. James Ward  61 67 63 46 16  
Bob Bryan/Mike Bryan vs. Colin Fleming/Dominic Inglot 62 63 36  61     
Sam Querrey vs. Andy Murray 67 75 16 36     

i fratelli gemelli americani Bryant © Susan Mullane

Sulla terra rossa del Patinodromo Municipal a Mar de Plata, l’Italia ha provato a complicarsi la vita contro l’Argentina, orfana di Juna Martin Del Potro. Dopo il primo (inguardabile) match di Andreas Seppi schiantato dal più che modesto Carlos Berlocq, ci ha pensato il talento di Fabio Fognini a rimettere le cose a posto e far qualificare la propria nazionale per il match successivo.

Argentina – Italia, 1-3

Carlos Berlocq  vs. Andreas Seppi  46 60 62 61     
Juan Monaco vs. Fabio Fognini  57 26 26        
Eduardo Schwank/Horacio Zeballos vs. Simone Bolelli/Fabio Fognini 76 67 67 46
Carlos Berlocq vs. Fabio Fognini  67 64 16 46     

il tennista italiano Fabio Fognini © Sergio Llamera

L’unica sfida a risolversi al quinto e decisivo match si è disputata sul cemento indoor del National Tennis Centre di Astana (Kazakistan), tra la squadra caucasica e il Belgio. A dare il punto decisivo, il numero 88 della classifica ATP, Andrey Golubev.

Kazakistan vs. Belgio, 3-2

Michail Kukuščkin vs. Ruben Bemelmans 64 67 62 63     
Andrej Golubev vs. David Goffin 76 36 46  62 1210
Evgenij Korolëv/Michail Kukuščkin vs. Ruben Bemelmans/Olivier Rochus  26 76 36 67
Michail Kukuščkin vs. David Goffin 64 36 63 46 06  
Andrey Golubev vs. Ruben Bemelmans  62  63  61       

il tennista kazako Andrey Golubev © DwiAri Setyadi

Infine, sul cemento indooro della Spens Arena di Novi Sad, l’ex-numero 1 del mondo Roger Federer e il fresco vincitore degli Australian Open, Stanisalv Wawrinka si sono aggiudicati i due match di singolare e la pratica pro Svizzera è stata poi chiusa dal doppio. Ininfluenti i due punti conquistati dalla Serbia a verdetto già sancito.

Serbia – Svizzera, 2-3

Ilija Bozoljac vs. Roger Federer 46 57 26         
Dušan Lajović vs. Stanislas Wawrinka 46 64 16 67 79     
Filip Krajinović/Nenad Zimonjić vs. Marco Chiudinelli/Michael Lammer 67 63 67 26
Dušan Lajović vs. Michael Lammer 63 36 64        
Filip Krajinović vs. Marco Chiudinelli 64 64 

il tennista elvetico Roger Federer © Srdjan Stevanovic

Appuntamento ora in primavera da venerdì 4 a domenica 6 aprile per le sfide dei quarti di finale (le prime giocheranno in casa):

Giappone vs. Repubblica Ceca
Francia Germania
Italia vs. Gran Bretagna
Svizzera vs. Kazakistan