lunedì 28 aprile 2014

Stuttgart, Kaiserin Sharapova

Maria Sharapova vince il Porsche Tennis Grand Prix 2014
Maria Sharapova conquista per il terzo anno consecutivo il Porsche Tennis Grand Prix di Stoccarda, superando Ana Ivanovic in una finale pazzesca.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Ridicolizzata nella prima parte del primo set da una Ivanovic tornata a esprimere il suo tennis più letale e preciso, Maria Sharapova non ha ceduto allo sconforto di un tremendo passivo di 5 game a 0, e prima di cedere definitivamente il set ha comunque incamerato qualche game buono per il morale. E lì è cambiata la partita con l'ex-numero 1 serba che ancora una volta ha messo in evidenza i propri limiti psicologici.

Sotto di un break a inizio secondo set, Masha ha subito recuperato e con autorevolezza ha chiuso 64. Nel terzo non c'è più stata partita. Ana Ivanovic spazzata via dalla furia siberiana e da se stessa. Trentesimo titolo in carriera per Maria Sharapova, a un anno esatto di distanza dall'ultimo successo, sempre sulla terra indoor del Porsche Tennis Grand Prix di Stoccarda.

Sebbene con poche varianti tattiche e incentrata quasi esclusivamente su bordate degne dei migliori match tra le regine degli anni '90, Steffi Graf e Monica Seles, la finale del Porsche Tennis Grand Prix è stata emozionante e ha finalmente (ri)offerto una Ivanovic degna del suo glorioso passato. Già in semifinale contro la connazionale Jelena Jankovic aveva dimostrato una ritrovata potenza e continuità di fuoco assente dal suo gioco da tempo immemore.

Dopo tante performance deludenti, Fed Cup inclusa, l'italiana Sara Errani è tornata a conquistare un buon piazzamento in singolare, raggiungendo le semifinali del torneo tedesco. Ma se la ceca Klara Koukalova, l'estone Kaia Kanepi e la spagnola Suarez-Navarro (ritiratasi verso la fine del match) erano tutte avversarie abbordabili, è stata a dir poco imbarazzante la sconfitta patita contro Maria Sharapova. Un'inferiorità avvilente.

Emblema della rovinosa e schiacciante sconfitta (26 16) della finalista 2012 del Roland Garros, il doppio serve & volley consecutivo, improvvisato nel secondo set e puntualmente rivelatosi perdente. La tennista bolognese si è comunque rifatta trionfando in doppio in coppia con la fedele Roberta Vinci, conquistando così il 19° titolo di coppia insieme e secondo del 2014 dopo il successo agli Australian Open.

Dopo il primo successo in terra teutonica nel 2012 dove sconfisse in due set l'allora numero 1 del mondo, la bielorussa Viktoria Azarenka, Masha ha centrato il bis l'anno successivo abbattendo 64 63 la resistenza di Li Na, quindi anche quest'anno Stoccarda ha portato bene alla pluri-campionessa di prove del Grande Slam. A 27 anni appena compiuti Maria Sharapova appare più combattiva e matura che mai.

Guarda gli highlights della semifinale tra Maria Sharapova e Sara Errani

Porsche Tennis Grand Prix 2014 - la finalista Ana Ivanovic
Porsche Tennis Grand Prix 2014 - la semifinalista Sara Errani
Porsche Tennis Grand Prix 2014 - la semifinalista Jelena Jankovic
Porsche Tennis Grand Prix 2014 - la finale tra Ana Ivanovic e Maria Sharapova
Maria Sharapova vince il Porsche Tennis Grand Prix 2014
Maria Sharapova vince il Porsche Tennis Grand Prix 2014

martedì 15 aprile 2014

Fed Cup, l'enigma Sara Errani

la tennista italiana Sara Errani
Sul cemento indoor di Ostrava, Italia e Repubblica Ceca si giocano un posto nella finale di Fed Cup 2014. Ago della bilancia, la bolognese Sara Errani.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Finalista al Roland Garros 2012. Due partecipazioni consecutive al WTA Tour Championships di Istanbul. Ex-numero 1 del mondo di doppio in coppia con la connazionale Roberta Vinci. E poi? Dopo l'incredibile impresa parigina dove s'inchinò solo a Maria Sharapova, appena 2  tornei conquistati (entrambi di medio-bassa categoria) e qualche debacle psicologica. Alla viglia della semifinale di Fed Cup, la forza di Sara Errani appare più in dubbio che mai.

Mentre l'Italia continua la celebrazione del messia Fognini alla luce di non si sa bene quali fantasmagorici risultati, Sara Errani è un po' finita nel dimenticatoio. Mancanza di risultati, ritorno al successo di Flavia Pennetta, la giovane ventiduenne Camila Giorgi che scalpita e il quadro è completo. L'occasione per tornare sotto i riflettori da vincente è l'amata Fed Cup, dove l'Italia è campione uscente e regina di 5 delle ultime 10 edizioni. Sabato 19 e domenica 20 aprile, a Ostrava, le Azzurre affronteranno in semifinale la Repubblica Ceca sul cemento indoor della CEZ Arena.

Dopo il forfait di Flavia Pennetta, a far compagnia a Sara Errani e Roberta Vinci ci saranno Karin Knapp e Camila Giorgi, quest'ultima capace di battere Maria Sharapova a Indian Wells e fresca della sua prima finale in carriera, sul cemento indoor del BNP Paribas Katowice Open, piegata solo 7-5 al terzo e decisivo set dalla francese Alizé Cornet.

Sebbene non siano in tanti a dirlo a chiare lettere, come la collega maschile Coppa Davis, anche la Fed Cup non è certo un impegno vitale per le top ten, anzi. A inizio stagione solo le medie tenniste la possono collocare in cima ai propri obbiettivi tennistici. Dopo il quinto sigillo conquistato nel 2013, un torneo complessivamente mediocre, l'Italia dunque ci riprova.

Nella prima semifinale, sul cemento di Brisbane, le padrone di casa dell'Australia proveranno ad abbattere le colleghe teutoniche e conquistare per l'ottava volta il torneo, dopo un'assenza di 40 anni (ultimo successo nel 1974). Dall'altra parte, come detto, Italia vs. Repubblica Ceca. 

Le ceche sono favorite, è indubbio. Giocano su di una superficie a loro più congeniale. La regina di Wimbledon 2011 Petra Kvitova è tornata a buoni livelli e anche l'altra singolarista, Lucie Safarova (22) sa il fatto suo. Roberta Vinci in singolare potrebbe essere sostituita dalla rampante Giorgi. Intoccabile il posto di Sara, ma la perplessità regna sovrana.

Dopo la finale del Roland Garros la tennista bolognese ha vinto solo Palermo e Acapulco, non certo tornei di prima fascia. Nel 2013 ha perso tre finali su tre e quest'anno ha raggiunto solo la finale all'Open GDF Suez di Parigi dove è stata sconfitta dalla non certo proibitiva russa Anastasija Pavljučenkova. Dopo aver dato lezioni di testa, è toccato a lei subirle ed è evidente che con gli occhi puntati addosso, ha reso molto meno di quanto fosse lecito aspettarsi.

La domanda a questo punto è lecita. Chi è Sara Errani? Una meteora o una giocatrice che saprà ancora imporsi ai massimi livelli? Quale che sia la risposta, non saranno un paio di match di Fed Cup a decretarlo. Possono però rappresentare un'occasione per ripartire. Vincendo da sfavorita. Rilanciandosi alla grande giusto per l'arrivo dei tornei sulla terra battuta. Oggi forse ancor di più si guarda a Sara Errani.

la tennista italiana Sara Errani
le tenniste italiane Roberta Vinci e Sara Errani
la tennista italiana Sara Errani

martedì 8 aprile 2014

Il grande raggiro della Coppa Davis

l'insalatiera Coppa Davis
Ormai la Coppa Davis non vale nulla rispetto a una prova del Grande Slam e i suoi "grandi" alfieri spesso sono medi giocatori senza acuti, Fognini incluso.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Agnelli trasformati in belve assetate di sangue per tre giorni in circoscritti momenti della stagione. Nel resto dell'anno, solo medi giocatori capaci di qualche trionfale exploit senza lasciare impronte significative nella storia del tennis. È il sempre più veritiero identikit dei vincitori di molte partite di Coppa Davis.

Da sport di un certo livello, il tennis in Coppa Davis si trasforma e trasforma dentro e fuori dal campo. I media stravolgono l'effettivo valore degli atleti azzardando spesso complimenti e paragoni che farebbero la felicità comica di un qualsiasi esperto della materia. È accaduto. È accaduto ancora.

Napoli, quarti di finale di Coppa Davis 2014. Italia – Gran Bretagna 3-2. Fabio Fognini, eroe azzurro. Vince entrambi i singolari e perde il doppio. Nella prima sfida supera in quattro set James Ward (n. 162 ATP). In coppia con Simone Bolelli perde contro i meno affiatati Fleming/Murray e l'ultimo match domina Murray (n. 8 ATP) in tre set. Un risultato importante quest'ultimo ma come punto di partenza e non certo per esaltarsi a livelli disumani.

È dal successo di Adriano Panatta al Roland Garros nel 1976 che un tennista italiano non conquista una prova del Grande Slam. Se in quasi 40 anni nessuno ha saputo imporsi (o meglio, nemmeno arrivare a una semifinale), una ragione ci sarà. O meglio, una realtà c'è. Quella insindacabile che forse tutta “sta” gran meraviglia spesso decantata in particolare nei match di Coppa Davis, non c'è e non c'è mai stata.

Eppure, se andassimo a scomodare gli annali dall'inchiostro e dalle voci di Davis, parrebbe proprio il contrario. Dalle performance di neuro-Paolo Canè, passando per i vari Camporese, Furlan e Gaudenzi fino ai più recenti Starace, Galimberti, Santopadre e tanti altri mezzi giocatori, il risultato è sempre lo stesso. Sarà diverso per Fabio Fognini?

La Coppa Davis avrà anche il fascino di far salire l'adrenalina ma non ci vuole un genio per capire come funzioni e quanto interessi realmente. Basterebbe prendere la squadra vincitrice delle ultime due edizioni, la Repubblica Ceca dove la parte del leone, più che lo spilungone Berdych, l'ha fatta e la fa ancora Radek Stepanek, 36 anni il prossimo novembre. Un tennista capace al massimo di raggiungere i quarti di finale a Wimbledon nel 2006 e vincere 5 titoli in carriera (nessuna presenza di Master 1000, ovviamente).

Come lo si spiega? La risposta è semplice. La Coppa Davis non interessa o comunque interessa poco. In particolar modo quando si è affermati. Un tempo vista come orgoglio di rappresentare la propria Nazione, oggi è una competizione che i campioni onorano a inizio carriera, su cui spendono sempre belle parole ma che di fatto, quando arrivano i trionfi veri, si lascia volentieri ai più modesti connazionali.

Non va dimenticato che il tennis è uno sport soprattutto singolo e in Davis non si gioca da soli. A chiunque conosca questa disciplina, vorrei chiedere se si ricorda di un match in particolare di Coppa Davis disputato da Federer, Agassi o McEnroe che sia, e se invece ricorda addirittura qualche punto in prove Slam dei suddetti. La risposta mandatemela pure per e-mail se non ve la sentite.

Anno 2014. L'Italia guidata da Corrado Barazzutti è in semifinale di Coppa Davis. Il prossimo 14-16 settembre sfiderà in Svizzera la nazionale elvetica guidata da Roger Federer e Stanislas Wawrinka. Con molta probabilità si giocherà su di una superficie veloce. Forse ancora ebbro per la vittoria su Murray sulla terra rossa, Fognini e si è sbilanciato un po' troppo nei futuri pronostici e per quanto il talento non gli manchi, a quasi 27 anni compiuti ha vinto la miseria di 3 tornei.

Non aprirò la memoria né mi perderò in statistiche per scrivere che a quest'età  i veri campioni di tutte le epoche hanno già lasciato il segno e conquistato tornei su tornei. Posso comprendere la gioia per una vittoria su di un top ten, ma di qui a esaltarsi fino a questo punto, mi pare alquanto fantasioso e molto poco realistico. Stampa inclusa che ormai pare aver già assegnato il Roland Garros a Fognini, anche se Nadal, Djokovic e Ferrer magari avrebbero da dissentire al riguardo.

Ultima nota. Lo stesso Roger Federer, prossimo avversario degli Azzurri, non è casuale sia sceso in campo per la Davis nel 1° e 2° turno contro la Serbia (senza Djokovic) e il non certo impossibile Kazakistan. La sua fenomenale carriera sta volgendo al termine ma la Coppa Davis gli manca in bacheca, e quest'anno, con un Wawrinka in formato mondiale e senza big in mezzo a mettergli i bastoni tra le racchette, potrebbe finalmente alzare l'insalatiera a 33 anni compiuti. Fognini e Seppi permettendo, s'intende.


Fabio Fognini @ Ray Giubilo

Roger Federer @ freshfocus

giovedì 3 aprile 2014

La cavalcata della Coppa Davis


Roger Federer e Stanislas Wawrinka @ freshfocus
Al via i quarti di finale di Coppa Davis. Pochi i big in campo. Solo la Svizzera si presenta al completo con i singolaristi/doppisti Federer e Wawrinka.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Tifosi sfegatati a parte, se avete di meglio da fare, fatelo senza problemi. A parte (forse) Italia vs. Gran Bretagna, le sfide dei quarti di finale della 103° edizione della Coppa Davis non sembrano promettere chissà quale spettacolo e soprattutto risultati che si decideranno con l'ultimo match singolare.

All'Ariake Coliseum di Tokyo, il Giappone orfano di Nishikori affronta la due volte campione uscente Repubblica Ceca. Nonostante quest'ultima debba rinunciare a Berdych, Stepanek e Rosol si troveranno di fronte giocatori più che modesti (tutti ben oltre la 100° posizione ATP).

Ancor migliore la situazione per la Francia, che al Palais Des Sports Jean Weille di Nancy se la vedrà con una Germania che è tanto se farà il  punto della bandiera. Assente Gasquet nella compagine transalpina, Tsonga, Bennetteau e il doppio formato dalla coppia Llodra/Monfils hanno l'obbligo di vincere in modo pulito e veloce.

A parte i “rossi” Montecarlo e Roma, Roger Federer ha vinto praticamente tutto quello che si poteva vincere, inclusa la medaglia d'oro in doppio alle Olimpiadi di Pechino 2008 e l'argento in singolare a Londra 2012. Gli mancherebbe solo la Coppa Davis e questo potrebbe essere l'anno buono. Con già out la Spagna di Nadal e la Serbia di Djokovic, e soprattutto con a fianco il campione degli Australian Open, Stanislas Wawrinka, Roger potrebbe guidare la nazionale elvetica alla sua prima storica insalatiera. E la sfida casalinga contro il Kazakistan appare poco più di una formalità.

E infine, il match (in teoria) più equilibrato. Sulla terra battuta del Tennis Club Napoli si affrontano Italia e Gran Bretagna, entrambe a dieta stretta di soddisfazioni “davisiane” da tempo immemore. La nazionale di casa è la favorita. Sebbene Andreas Seppi non stia attraversando un gran momento, è un giocatore che fino all'anno scorso era cliente fisso nelle prime 20-30 posizioni.

Tutta l'attenzione sarà rivolta verso Fabio Fognini, numero 13 del ranking e quest'anno già vincitore a Viña del Mar in Cile, e finalista a Buenos Aires piegato in due set da Ferrer. Nel doppio ci sarà la collaudata coppia Bolelli/Lorenzi. Dall'altre parte del campo il singolarista James Ward (n. 161 ATP) e il doppio Fleming/Hutchins suscitano poco più di un rispettoso imbarazzo. 

L'uomo da battere è ovviamente il campione di US Open, Wimbledon nonché medaglia d'oro in singolare a Londra 2012, lo scozzese Andy Murray. Basterà? La Coppa Davis è un buco nero. Può accadere tutto e il contrario di tutto. I valori tecnici però alla fine vengono fuori.

La squadra della Repubblica Ceca e del Giappone @ Takeo Tanuma
La squadra francese @ Paul Zimmer
Fabio Fognini e il ct Corrado Barazzutti @ Ray Giubilo