martedì 20 maggio 2014

Novak Djokovic, obiettivo Roland Garros

Novak Djokovic, re di Roma
Dopo il terzo successo agli Internazionali di Roma, Novak Djokovic punta diritto al suo unico torneo del Grande Slam mancante, il Roland Garros.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter - web writer

Solido. Concentrato. Potente. Generoso. Capace di aggiudicarsi match difficili contro campioni di razza. Novak Djokovic vince in rimonta la 71° edizione degli Internazionali BNL d'Italia, piegando in finale 46 63 63 l'eterno rivale Rafael Nadal. Un successo dedicato alla sua terra natia, la Serbia, colpita nei giorni scorsi insieme alla Bosnia da pesanti alluvioni costate la vita a svariate persone, e alla cui nazioni balcaniche ha donato l'intero montepremi conquistato (oltre cinquecentomila dollari).

Roma 2014. È stato un torneo difficoltoso da vincere per il tennista di Belgrado. Ricevuta una wild card, Novak ha avuto vita facile solo nella prima sfida di 2° turno, piegando il ceco Radek Stepanek in due set 63 75. Di lì in poi, sempre partite al terzo set. L'avventura italiana comincia ufficialmente al 3° turno, ed è subito in salita dovendo recuperare un set di svantaggio (46) al tedesco Philipp Kohlschreiber, poi annientato 62 61.

Ai quarti di finale c'è uno dei peggiori clienti da incrociare sulla terra rossa, lo spagnolo David Ferrer, finalista l'anno passato a Parigi e vincitore in carriera di 11 tornei sul rosso. La partita è di quelle toste e combattute su ogni punto. Nole vince il primo set 75,  cede 46 il secondo, quindi chiude 63. In semifinale incrocia la racchetta con la sorpresa del torneo, il canadese Milos Raonic (n. 9 ATP).

Sebbene sia più a suo agio sul cemento, lo spilungone (196 cm) originario di Podgorica (Montenegro) si aggiudica la prima partita al tie break per 7 punti a 5. Ci vuole un grande Djokovic per recuperare, andare a un secondo tie break, farlo proprio per 7-4 e prolungare così la partita al terzo set staccando poi con il 6-3 decisivo il biglietto per la sua quinta finale complessiva a Roma.

Djokovic a Roma. Due finali vinte (2008, '11) e altrettante perdute (2009, '12). Anno 2014, con perfetta cadenza triennale Novak Djokjovic conquista per la terza volta in carriera gli Internazionali BNL d'Italia. Tre sono anche i tornei vinti quest'anno, e tutti Master 1000. Dopo la doppietta sul cemento americano di Indian Wells e Miami, è arrivata l'affermazione sulle terra romana. Il numero 2 del mondo è ora pronta per la sua sfida delle sfide, il Roland Garros.

Ala soglia dei 27 anni (che compirà il prossimo 22 maggio, auguri), Nole si è già aggiudicato 44 tornei in singolare di cui 6 titoli del Grande Slam così suddivisi: quattro Australian Open (2008, '11-13), Wimbledon (2011) e US Open (2011). Se a questi vanno aggiunte anche le affermazioni in Coppa Davis (2010) e il triplice titolo di campione dei campioni alle ATP World Tour Finals (2008, 2012-13), si vede bene che il solo grande alloro mancante nella prestigiosa bacheca del Djoker, è appunto il Roland Garros.

Djokovic a Parigi. Nell'ultimo triennio ha collezionato due semifinali e una finale. Nel 2011 si dovette inchinare all'immortale Roger Federer che lo superò da sfavorito 76 63 36 76. L'anno successivo fu a un passo dall'impresa, ma Nadal in terra transalpina è quasi imbattibile e lo spagnolo s'impone 64 63 26 75. È ancora il mancino di Maiorca nel 2013 a impedirgli il successo. Un match epico conclusosi al quinto set in favore di Rafa 64 36 61 67 97.

Non sono tanti i giocatori ad aver vinto almeno una volta in carriera tutte le prove del Grande Slam. Anzi, sono proprio pochini. Appena sette nell'intera storia del tennis maschile (10 invece le tenniste). Ai vecchi Fred Perry, Don Budge, Rod Laver e Roy Emerson, si è aggiunto in anni più recenti Andre Agassi e in tempi contemporanei Federer e Nadal.

Alla 113° edizione del Roland Garros (Parigi, 25 maggio – 8 giugno) il tennista serbo Novak Djokovic proverà a conquistare la Coppa dei Moschettieri di Francia. Alla sua decima partecipazione al torneo parigino scenderà in campo per vincere ed entrare in quell'esclusivo club del tennis mondiale per rimanerci tutta l'eternità. Allez Djokjovic!

Roland Garros 2014, è già pronto l'hashtag #RG14
Roland Garros 2014, le palle sono già pronte
Novak Djokovic in azione sulla terra battuta del Roland Garros
il trofeo maschile del Roland Garros, la Coppa dei Moschettieri (Coupe des Mousquetaires)

venerdì 16 maggio 2014

Feliz cumpleaños Gabriela Sabatini

l'argentina Gabriela Sabatini (sx) e l'amica-avversaria, la tedesca Steffi Graf (dx)
Nel corso del torneo di Roma, oltre ad applaudire, una volta si augurava anche feliz cumpleaños alla tennista argentina Gabriela Sabatini.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter - web writer

Elegante. Corretta. Poco potente ma dai colpi raffinati. Svezzatasi contro le mitiche Chris Evert e Martina Navratilova, "costretta" a sfidare le prime grande spara-bolidi della WTA: la tedesca Steffi Graf, l'ex-jugoslava Monica Seles e l'americana Jennifer Capriati. Ritiratasi ad appena 26 anni, oggi l'ex-tennista argentina Gabriela Sabatini compie gli anni. Auguri!

16 maggio 2014. Allora come oggi sono in corso gli Internazionali (BNL) d'Italia, a Roma. A cavallo degli anni Novanta l'indiscussa regina del Foro Italico era sempre e solo lei, Gabriela Sabatini. A maggior ragione perché durante lo svolgimento del torneo, la tennista di Buenos Aires era solita compiere gli anni. Oggi per l'appunto, il 16 maggio. Ancora volta allora, feliz cumpleaños!

Il nome di Gabriela Sabatini rimarrà sempre legato a tripla mandata a quello dell'eterna rivale (e amica), Steffi Graf. L'argentina disputò in tutto tre finali del Grande Slam, sempre contro di lei. Nel 1988 perse a New York (36 63 16). Due anni dopo si prese la rivincita sul medesimo campo in cemento degli US Open (62 76), quindi nel 1991 sul centrale di Wimbledon s'inchinò allo strapotere della teutonica che portò a casa i Championships al termine di un emozionante match conclusosi 64 36 86 in suo favore.

Anche il curriculum di doppio di Gabriela non può prescindere da Steffi. Insieme le due tenniste hanno disputato quattro finali del Grande Slam, perdendone tre e vincendone una. Nel biennio 86-87 e nel 1989 furono sempre sconfitte al Roland Garros, mentre nel '88 trionfarono sull'erba londinese dell'All England Lawn Tennis Club. In quello stesso anno, la Graf centrò il Grande Slam aggiudicandosi anche la prima edizione dei Giochi Olimpici di tennis, a Seul. E chi poteva trovale in finale? Gabriela Sabatini ovviamente (vittoria per 63 63).

Lineamenti dolci, quasi a far trasparire una sofferenza nascosta. Gabriela Sabatini, aggraziata e felina. Buoni colpi da tutte le parti del campo. Il servizio era il suo punto debole. Arcuava molto la schiena, non riuscendo mai a dare particolare forza alla palla e diventando così facile preda delle sempre più specializzate avversarie dinamitarde.

Poco incisiva sui bicipiti ma non per questo una non-lottatrice, anzi. In quanto a personalità non fu seconda a nessuno. Celebre l'episodio in cui, dopo l'accoltellamento in campo dell'allora numero 1 del mondo Monica Seles nel 1993 al torneo di Amburgo, l'argentina fu la sola voce di peso a uscire dal coro. D'accordo, a differenza della stragrande maggioranza delle sue colleghe d'alta classifica, di lasciare la prima posizione alla tennista slava fino al suo ritorno.

Tanti ottimi piazzamenti nei Big Four ma un solo successo. Se negli Slam non trasse troppe soddisfazioni, l'argentina fu una delle tenniste più amate dal pubblico nostrano. Dei 27 titoli in singolare conquistati in carriera, quattro vennero proprio dalla terra battuta romana. In sette edizioni consecutive del torneo di singolare (1987-93), sei volte raggiunse la finale. Dei 14 tornei in doppio conquistati, uno fu ottenuto sulle sponde del Tevere.

Il turbine romano di Gabriela cominciò nel 1987 dove a negarle la gioia del successo fu, manco a dirlo, Steffi Graf che prevalse 75 46 60. Si rifece però in doppio, in coppia con Martina Navratilova. Insieme si aggiudicarono il torneo piegando 64 61 in finale la coppia ceco-tedesca formata da Helena Sukova e Claudia Kohde-Kilsch.

L'appuntamento con la vittoria in singolare comunque fu rimandato di soli dodici mesi. Nel 1988 tocca a lei trionfare. A farne le spese, la canadese Helena Kelesi sconfitta 61 67 61. Il bis arriva già l'anno successivo, nel 1989. In finale un'altra storica rivale, la tenace spagnola Arantxa Sanchez, piegata 62 57 64; per la cronaca, di lì a poco la tennista catalana vincerà il Roland Garros in un'epica finale contro la favoritissima Graf.

Dopo due successi consecutivi (tre se si conta anche il doppio), la Sabatini (come un tempo si diceva e scriveva, con l'articolo prima del cognome) si ferma in semifinale. A sbarrarle la strada, una delle più grandi tenniste di tutti i tempi, Martina Navratilova. Vittoria in due set 76 75 per la naturalizzata americana.

Con gli anni Novanta cala il dominio della Graf e irrompe Monica Seles, originaria di Novi Sad (prima Jugoslavia, poi Croazia). Mancina, gioca diritto e rovescio bimane. È una belva scatenata. Urla più dell'attuale Maria Sharapova. È più forte di Gabriela Sabatini. La batte quasi sempre quando la incontra. Quasi, appunto. Non a Roma. In due finali consecutive (1991-92) è sempre l'argentina a prevalere. 63 62 la prima volta, 76 64 l'ultima.

Ultima presenza della sudamericana in finale a Roma nel 1993, dove s'inchina alla spagnola Conchita Martinez, futura regina di Wimbledon (1994). Ideale passaggio di testimone visto che l'iberica s'imporrà complessivamente per quattro edizioni di fila fino al 1996, anno del ritiro di Gabriela Sabatini. Dieci anni esatti dopo (2006), viene introdotta dall'amica-rivale Steffi Graf nell'Hall of Fame del tennis.

Non allena Gabriela Sabatini. Appesa la racchetta al chiodo, tra una promozione e l'altra di business vari, partecipa anche a eventi di beneficenza senza lesinare qualche presenza sugli spalti tennistici. Nel maggio 2011 è di nuovo sul campo centrale del Foro Italico per consegnare il trofeo al vincitore della 68° edizione, Novak Djokovic (vittorioso su Nadal con un doppio 64). Chiamato dall'ex-tennista Lea Pericoli, il serbo abbraccia la Sabatini affettuosamente.

Oggi e per sempre, feliz cumpleaños! Gabriela.

Roma 1992 - finale, Gabriela Sabatini vs. Monica Seles

l'argentina Gabriela Sabatini
Steffi Graf e Gabriela Sabatini in un match di doppio
New York, l'argentina Gabriela Sabatini trionfa agli US Open 1990
Marartina Navratilova (sx) e Gabriela Sabatini in un recente match di beneficenza
Steffi Graf presenta nel 2006 Gabriela Sabatini nella Hall of Fame del tennis

sabato 3 maggio 2014

Madrid Open, vamos tennis

Mutua Madrid Open 2014, la serba Ana Ivanovic si allena
È iniziato il Master 1000 ATP e WTA Mutua Madrid Open (2-11 maggio). In campo i numeri 1 del mondo e campioni uscenti Rafael Nadal e Serena Williams.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Madrid capitale dello sport. Dopo aver conquistato la finale di Champions League con due squadre (Real e Atletico), prima volta nella storia della competizione, ora tocca al tennis essere sedotto dalla capitale spagnola. Appena pochi giorni dopo la doppia impresa calcistica infatti, sui campi della Caja Magica sono di scena i migliori tennisti e tenniste del circuito ATP e WTA.

La stagione 2014 è sempre più nel vivo. La terra battuta domina incontrastata. In attesa del Roland Garros, tutti i big e le big si sfidano al Mutua Madrid Open. In campo maschile sono pronti a darsi battaglia Nadal, Djokovic, Wawrinka, Federer, Ferrer, Murray. Al nastro di partenza del torneo spagnolo anche Berdych, Gasquet, Isner, Tsonga, Raonic, Haas, Fognini, Youzhny, Dimitrov, Nishikori e Dolgopolov.

Prime giocatrici del mondo anche nel torneo femminile. Oltre alla leader della classifica, l'americana Serena Williams, sono pronte a farsi valere Li Na, Agnieszka Radwanska, Simona Halep, Jelena Jankovic, la fresca vincitrice del Porsche Tennis Grand Prix, Maria Sharapova, quindi ancora Kvitova, Kerber, Errani, Cibulkova, Penneta, Ivanovic, Vinci, Stephens e Wozniacki.

Nell'albo d'oro maschile, a guidare per titoli vinti sono lo svizzero Roger Federer, campione al Mutua Madrid Open nel 2006, 2009 e 2012, e Rafael Nadal, che si è imposto nel 2005, 2010 e 2013. Un successo per Andre Agassi (2002), Juan Carlos Ferrero (2003), Marat Safin (2004), David Nalbandian (2007), Andy Murray (2008) e Novak Djokovic nel 2011.

Se le prime tre edizioni del torneo femminile del Mutua Madrid Open invece hanno avuto altrettante vincitrici, ossia Dinara Safina (2009), Aravane Vezai (2010) e Petra Kvitova (2011), da due anni la regina incontrastata è lei: la possente e indiscussa numero 1 del mondo Serena Williams.

Mutua Madrid Open, hot shot 2010

Mutua Madrid Open 2014, lo spagnolo Rafael Nadal si allena
Mutua Madrid Open 2014