lunedì 9 febbraio 2015

Kristina Mladenovic umilia l'Italia FedCuppiana

Fed Cup, Italy vs. France – Kristina Mladenovic in azione © Ray Giubilo
Mladeno-chi?!? Nella seconda giornata di Fed Cup della sfida Italia-Francia la tennista d'oltralpe Kristina Mladenovic è stata dir poco straripante.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter - web writer

Elegante. Potente. Un crescendo di autostima condensato in poche ore. Ma soprattutto, in principio una riserva. Titolare quasi per disperazione (del coach). Non se la scorderanno per un pezzo nel Bel paese la francese Kristina Mladenovic, autentica rivelazione della sfida italo-francese di Fed Cup. Una tennista che per quello che ha fatto vedere in campo, potrebbe diventare un'ospite fissa della top ten.

Genova, 7-8 febbraio 2015. La terra rossa del 105 Stadium ospita la sfida di quarti di finale di Fed Cup tra Italia e Francia. Dopo la prima giornata, in virtù delle vittorie di Sara Errani contro Caroline Garcia 76 75 e Camila Giorgi contro Alize Cornet 64 62, la squadra di casa è in vantaggio 2-0, a un passo dunque dal superamento del turno. L'ex-numero 1 del mondo Amelie Mauresmo, oggi capitano della squadra francese, opta allora per un cambio.

Nella prima sfida della domenica, ad affrontare la numero uno italiana Sara Errani (n. 13 WTA), finalista al Roland Garros 2012, non c'è la Cornet ma Kristina Mladenovic, numero 74 del mondo in singolare. Il pronostico ovviamente è tutto a favore dell'italiana e invece a trionfare è stata la giovane tennista di origine serba, superiore sotto ogni punto di vista.

Kristina Mladenovic ha vinto appena un torneo in carriera (il poco importante WTA 125 Ladies Open di Taipei) e nelle quattro prove del Grande Slam non si è mai spinta oltre il 3° turno, raggiunto in due occasioni: US Open 2012 e lo scorso anno al Roland Garros. Sulla carta dunque, alla luce anche della sua poca esperienza, Sara Errani si sarebbe dovuta letteralmente mangiare la ventunenne di Saint-Pol-sur-Mer. Non è stato così.

Kristina ha superato Sara per 64 63, allungando così la sfida Italia-Francia alla quarta partita, con la squadra di casa “alle prese” con un secondo match point. La giovane Camila Giorgi però ha fallito, mostrando ancora una volta il suo “mal da terzo set”. Dopo essersi aggiudicata la prima partita 6-4 contro Caroline Garcia, quest'ultima le ha concesso 2 soli game nei due successivi set.

Sul due pari toccava dunque al doppio decidere quale squadra avrebbe guadagnato la semifinale. Anche in questo caso, sulla carta, non ci sarebbe dovuta essere partita. All'angolo azzurro le leader della specialità vincitrici insieme di tutte e quattro le prove del Grande Slam. All'angolo d'oltralpe invece, una coppia messa insieme più dalla necessità. Il risultato? A dir poco imbarazzante. 62 61 per Mladenovic/Garzia.

La coppia francese è sembrata di un'altra categoria rispetto alle “numero 1 del mondo”. Kristina Mladenovic e Caroline Garcia sferravano colpi potenti e pregevoli volee. Sara Errani e Roberta Vinci sono state in balia delle loro avversarie fin da principio. Deboli. Senza la capacità di pensare/trovare soluzioni. A tratti quasi dilettantesche, in particolar modo di fronte alla Mladenovic che verso la fine del match non è stata “quasi più capace” di sbagliare un punto. Degno epilogo, l'ace finale di Kristina. Les jeux sont faits. Au revoir, Italie!

Il Match point per Mladenovic-Garcia... e la festa

Fed Cup, Italy vs. France – Amelie Mauresmo abbraccia Kristina Mladenovic © Ray Giubilo
Fed Cup, Italy vs. France – Kristina Mladenovic e Caroline Garcia © Ray Giubilo
Fed Cup, Italy vs. France – Kristina Mladenovic e Caroline Garcia © Ray Giubilo
Fed Cup, Italy vs. France – il capitano Amelie Mauresmo
abbraccia Caroline Garcia e Kristina Mladenovic © Ray Giubilo

venerdì 6 febbraio 2015

La trionfale campagna australiana di Nole e Serena

Australian Open 2015, i vincitori Serena Williams e Novak Djokovic
Sul cemento degli Australian Open, prima prova stagionale del Grande Slam, si sono imposti gli indiscussi numeri uno Novak Djokovic e Serena Williams.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter - web writer

Hanno vinto loro, tanto per cambiare. I due leader del tennis mondiale hanno cominciato il nuovo anno come meglio non si potrebbe. Conquistando il primo grande torneo che conta, gli Australian Open. Novak Djokovic per la 5° volta in carriera (terzo titolo negli ultimi quattro anni) e Serena Williams per la sesta, toccando quota 19 prove del Grande Slam.

La potente statunitense fa storia a sé. Quando è in forma non ha rivali. Passano gli anni ma al momento questo leitmotiv non cambia. Non è stata la solita schiacciasassi ma quando c'era da stringere i denti, reagire e vincere, lo ha fatto, e in modo dirompente. Al 3° e 4° turno ha dovuto rimontare prima contro l'ucraina Svitolina (lasciandole due soli game nel resto del match), poi è stata la volta della spagnola Muguruza finire nel suo vortice di bolidi a tutto campo.

“Passata è la tempesta, odo Serena far festa”. E così è stato. Nel resto del torneo la statunitense non ha più concesso nemmeno un set. Nei quarti ha rifilato un doppio 62 alla finalista della passata edizione, la bulgara Dominika Cibulkova. In semifinale si sbarazzata dell'arrembante connazionale Madison Keys 76 62, quindi in finale ha incrociato la racchetta con la sua unica degna rivale, la russa Maria Sharapova, superata 63 76. Serena Williams è la più forte. Punto e basta.

Discorso differente per Novak Djokovic. A inizio torneo gli occhi erano tutti su Roger Federer, vincitore lo scorso novembre della sua prima Coppa Davis e dato in forma smagliante sebbene a secco in Slam dall'ormai lontano Wimbledon 2012. E invece l'avventura australiana dell'elvetico si è fermata al 3° turno per mano di un sorprendente Andreas Seppi, che ha poi sprecato l'occasione di giocarsi i quarti di finale contro Murray perdendo contro il beniamino di casa, l'imprevedibile “aussie” Nick Kyrgios.

Nole intanto avanzava senza lasciare nemmeno un set nei primi quattro turni. Spazzato  via pure in tre set lo spilungone dal servizio incandescente (ma debole nel resto) Raonic, in semifinale è andato in scena il revival della sfida di quarti di finale 2014, quando contro pronostico lo svizzero Stan Wawrinka eliminò il serbo in cinque set. Analoga maratona nel 2015 ma dal verdetto opposto, con un Djokovic in forma poderosa e capace di chiudere la quinta e decisiva partita per 6-0 dopo aver perso il quarto, e dunque in possibile deficit psicologico.

Già, la testa. Novak potrà anche attraversare giornate storte dove il suo rovescio bimane non va come dovrebbe e il servizio magari non è così incisivo come è abituato a sparare, ma lì dove il fisico non arriva, ci pensa la mente. E sotto questo aspetto nessuno è forte quanto il tennista di Belgrado. E da un pezzo.

In finale ha ritrovato lo scozzese Andy Murray con il quale era in perfetta parità sul fronte dell'ultimo atto di uno Slam. Sconfitte agli US Open 2012 e Wimbledon 2013, vittorie agli Australian Open 2011 e 2013. Il cemento di Melbourne però è proprietà privata e pur con qualche problema di crampi, Nole non ha dato scampo al suo avversario, chiudendo in quattro set, ultimo dei quali per 60.

Dopo la consacrazione del 2011 con tre prove del Grande Slam su quattro vinte, a partire dall'anno successivo Novak Djokovic non ne mai conquistata più di una per stagione (Australian Open nel biennio 2012-13, Wimbledon l'anno scorso e ora gli Australian Open). La sua leadership però non è affatto in discussione. Nuovi pretendenti al trono non se ne vedono mentre tra i suoi storici rivali Federer avrà sempre meno fiato per reggere sfide al meglio dei cinque set, Murray è ancora un incompiuto e Nadal al momento è un'incognita.

Passate anche queste notti d'Australia, per il Djoker potrebbe essere l'anno giusto per centrare il solo grande titolo mancante, quel Roland Garros sfuggitogli già in due finali (2012, '14) causa “fatal mano mancina” di Rafa.

Australian Open '15, la finale Sharapova vs S. Williams

la numero 1 del mondo, Serena Williams
il numero 1 del mondo, Novak Djokovic