lunedì 18 luglio 2016

Fognini, impara dal maratoneta Edberg

Fabio Fognini perde le staffe durante la sfida contro l'Argentina in Coppa Davis
C'è chi giocò maratone (Stefan Edberg) e vinse gli US Open e chi viene giustificato (Fabio Fognini) perché incapace di avere la meglio su avversari mediocri nella fiacca Coppa Davis.

di Luca Ferrari 

Fabio Fognini non ce l’ha fatta. Impegnato nel giro di 24 ore sia in doppio che in singolare nella sfida di quarti di finale di Coppa Davis contro l’Argentina, ha ceduto prima alla coppia Guido Pella/Juan Martin Del Potro, poi in singolare a Federico DelBonis. Immancabili le attenuanti sfornate da media e tifosi: ha giocato tanto. Ha dato tutto, etc. etc. etc. Per i mezzi giocatori la scusa va bene. I campioni invece, quelli veri, giocano ogni giorno e alla fine alzano pure i trofei.

Pesaro – Circolo Tennis Baratoff (15-17 luglio ’16). Dopo il penoso esordio di Andreas Seppi sconfitto da modesto DelBonis (n. 40 ATP), Fognini liquida facilmente in tre set (61 61 76) Juan Monaco in poco più di un’ora e mezza. Rispetto all’originale programma la partita si è disputata il sabato mattina, seguita poi dalla sfida di doppio persa al 5° decisivo set in coppia con Paolo Lorenzi. Domenica poi, l’Argentina ha centrato il punto decisivo: Delbonis b. Fognini 64 75 36 75.

La stanchezza ci può stare ma la partita poteva andare diversamente. I primi due set il tennista ligure li ha buttati malamente via andando a perdere il servizio nei game decisivi, sotto 4-5 prima e 5-6 dopo. Addirittura nel primo set sul 30 pari ha commesso un doppio fallo, sfruttato a dovere dall’avversario che ha chiuso (quasi incredulo) alla prima occasione.

La stanchezza ci può stare ma chi è DelBonis? Un giocatore capace di servire ridicole seconde palle a 115 km/h. Un tennista incapace fin’ora di non andare mai oltre il 3° turno  in una prova del Grande Slam, “traguardo” per altro raggiunto in un’unica occasione, agli Australian Open quest’anno e con un palmares fatto di due miseri tornei vinti alla veneranda età di 25 anni: gli ATP 250 di San Paolo e Marrakech.

La partita di Fognini è stata contrassegnata dalle ennesime sfuriate e violenti lanci di racchetta. Il solito show di un giocatore senza autocontrollo che viene coccolato come chissà quale fuoriclasse del tennis tricolore, mentre nella realtà può al massimo ambire a raccogliere l’eredità dell’esimio collega Paolo “neuro” Canè. Può dunque bastare la fatica a giustificare l’ennesima performance sconfortante di Fognini? No, ma proprio no.

Di esempi con cui dimostrare a Fabio Fognini che i Grandi giocano di continuo e vincono, ne avrei assai ma ce n’è uno in particolare che gli voglio ricordare. US Open 1992. Il campione uscente Stefan Edberg si presenta alle semifinali già reduce da due maratone consecutive terminate al quinto set, vinte rispettivamente contro l’olandese Richard Krajicek (futuro campione di Wimbledon) e l’ex-numero 1 del mondo, Ivan Lendl.

Nel penultimo atto del torneo newyorkese (le cui temperature in campo non sono mai particolarmente felici), Edberg incontra Michael Chang, coriaceo americano che in più di una occasione lo aveva già battuto inclusa la storica finale del Roland Garros 1989. Mentre Pete Sampras è già in finale, Edberg deve faticare 5 ore e 26 minuti per avere la meglio sull’avversario, chiudendo esausto 67 75 76 57 64.

Edberg va in finale da sfavorito, perde il set iniziale ma recupera, incanta (come sempre) e trionfa 36 64 76 62. Edberg ha giocato nel giro di 24 ore due sfide contro dei grandi campioni che lo hanno impegnato di sicuro più di Pella, DelBonis e un Del Potro a mezzo servizio. Edberg ha affrontato due avversari che avevano in bacheca tornei di prestigio e prove del Grande Slam. Si, anche Del Potro ha vinto gli US Open, ma in Italia lo spilungone argentino era in condizioni precarie (infatti ha giocato solo il doppio).

Agli US Open 1992, in finale contro Pete Sampras e dopo le tre sfide precedenti durate complessivamente 13 ore e 43 minuti, Stefan Edberg vinse la sua 6° (e ultima) prova del Grande Slam. Ai quarti di finale della Coppa Davis 2016 nella sfida Italia-Argentina giocata sulla terra battuta di Pesaro, Fabio Fognini ha dimostrato ancora una volta tutti i suoi limiti caratteriali, evidenziando ora e per sempre che non sarà mai un campione. Mai.

Stefan Edberg conquista  gli US Open '92 per il secondo anno consecutivo

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